L'appello di Cicchitto all'aventiniano inconsapevole Bersani

“La mia impressione “, dice al Foglio Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, “è che l’onorevole Bersani sia un aventiniano inconsapevole. In televisione, interpellato martedì sera da Giovanni Floris, ha dovuto ammettere, per un soprassalto del ‘pragmatismo’ generosamente attribuitogli da Berlusconi, che sarebbe inaudito rifiutarsi di discutere in Parlamento, magari per emendarle o bocciarle, le proposte del governo contenute nel piano nazionale per la crescita". L'intervista integrale sarà pubblicata nel Foglio in edicola.
11 AGO 20
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“La mia impressione", dice al Foglio Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, “è che l’onorevole Bersani sia un aventiniano inconsapevole. In televisione, interpellato martedì sera da Giovanni Floris, ha dovuto ammettere, per un soprassalto del ‘pragmatismo’ generosamente attribuitogli da Berlusconi, che sarebbe inaudito rifiutarsi di discutere in Parlamento, magari per emendarle o bocciarle, le proposte del governo contenute nel piano nazionale per la crescita. Però a caldo, spiazzato dall’intervento del presidente del Consiglio, aveva detto altro. Berlusconi non gli aveva proposto un incontro né pubblico né riservato, e nemmeno un patto: gli aveva detto solo che su un piano per la crescita fondato su riforme costituzionali, fiscali, su deregolamentazioni e liberalizzazioni e privatizzazioni, auspicava un libero e serio e responsabile confronto, in uno spirito bipartisan utile all’interesse nazionale, nelle Camere. Bisogna saper distinguere tra politica, propaganda e funzionamento delle istituzioni”.
Come farete a sbloccare la situazione? “Bè, intanto qualcosa si muove, visto che Bersani ha dovuto dire infine che in Parlameno non si sottrae al confronto, il che è precisamente quel che gli aveva chiesto, magari con uno spirito positivo non raccolto, il capo del governo. Eppoi venerdì è il passaggio decisivo, con il Consiglio dei ministri che vara i primi provvedimenti del piano nazionale per la crescita. Nel momento massimo di tensione destabilizzante e di surreale campagna scandalistica, il rilancio della politica spiazza chi punta a spallate mediatico-giudiziarie, e per questo deve saltare i passaggi istituzionali di una Repubblica bene ordinata, ma non vedo come le opposizioni possano lasciarsi sfuggire l’occasione di entrare nel merito sulla riforma dell’articolo 41 della Costituzione, le defiscalizzazioni e deregolamentazioni per il sud e per curare la disoccupazione giovanile, il piano casa e tutto il resto. Se fanno muro contro il piano per la crescita, unica vera cura per il debito pubblico, non resta che la patrimoniale, e spero che Bersani sia sincero quando dice di non volerla, al contrario di metà del suo partito e della maggioranza dei suoi alleati di sinistra”.
L'intervista integrale sarà pubblicata nel Foglio in edicola.